In meccanica, in uno spazio a due dimensioni, si definisce incastro un vincolo di tipo triplo, che impone tre equazioni di vincolo ed elimina tutti e tre i gradi di libertà: la rotazione attorno all’asse d’incastro e la traslazione lungo la normale al piano d’incastro (y) e al piano d’incastro stesso (x). Dunque, si sta lavorando su uno spazio a tre dimensioni, allora l’incastro eliminerà sei gradi di libertà. Inoltre il centro di rotazione assoluta non esiste, perché questo vincolo annulla ogni tipo di spostamento.
In enigmistica l’incastro è uno schema che, partendo da due parole o frasi, ne ricava una nuova inserendo la seconda entro la prima. Può essere dunque sintetizzato nella formula XX / Y = XYX, laddove le due X stanno a indicare le parti da separare nella prima parola. Lo schema può prevedere anche l’incastro di due parole nella prima, nelle forma XX / Y / Z = XYZX, ed essere dunque doppio.Le prime combinazioni di incastro (note come parole incastrate) si devono al Tarlo (1879). Prima della denominazione attuale il gioco ne ebbe molte altre: in particolare fu chiamato sciarada mista, innesto, parola avvinta. La variante dell’incastro doppio viene invece chiamata anche incastro con due cuori per distinguerla dallo schema di incastro doppio XX / YY / Z = XYZYX. Generalmente non si parla di incastro a frase, ma la il nome esiste accanto a quello, diverso, di frase a incastro.
ESEMPI:
- Incastri: cane / micio = camicione, casco / adagio = casa da gioco
- Incastro doppio: cantica / risa / talleri = cristalleria antica
- Incastro doppio con due cuori: mosca / trafila / teli = mostra filatelica













